sabato 28 aprile 2018

Il diserbo al glifosato va usato solo con appositi DPI e procedure

Negli ultimi 10 giorni mi sono imbattuto in giro per Chioggia Marina in due persone che stavano spruzzando con pompe a spalla delle erbe spontanee nate lungo marciapiedi o parcheggi. In entrambi i casi erano giovani, under 30, e assolutamente privi dei DPI (dispositivi di protezione individuale) previsti per legge. Li chiamerò convenzionalmente Gianni e Pinotto. Stavano trattando anche suolo pubblico nelle vicinanze del terreno di loro proprietà. Gianni nella lottizzazione di fronte alla Chiesa del Buon Pastore a Sottomarina e Pinotto nel piazzale di ghiaia e sul marciapiedi accanto alla fermata dell'autobus ai Saloni di Chioggia.
A Chioggia fortunatamente i diserbanti al glifosato sono stati banditi dal verde pubblico lo scorso anno col primo Regolamento del Verde comunale. Dunque mi sono fermato, li ho immortalati e ho chiesto loro cosa stessero facendo. Candidamente hanno dichiarato che stavano diserbando col solito glifosato. Ho chiesto se avevano il patentino per l'utilizzo dei fitosanitari e hanno detto di sì. Gianni era in difficoltà, mi ha chiesto persino scusa ed io ho chiesto che interrompesse il trattamento per ritornare con l'attrezzatura corretta e i cartelli previsti ma ho constatato che quando mi sono allontanato ha ripreso il suo lavoro (foto sopra erba che sta disseccando qualche giorno dopo).
Ho fatto presente che mancavano di tutti i DPI e che si stavano avvelenendo: imbarazzo e fastidio. Pinotto si è girato e si è rifugiato nel suo piazzale per evitare ogni discorso dopo aver bofonchiato chi ero e cosa volevo. Ho ricordato il divieto comunale di utilizzo di quel prodotto inquianante e cancerogeno e l'obbligo di mettere cartelli e interdire al passaggio le aree trattate... silenzio. Pubblico questo articolo sia per avvisare che dal primo maggio tutti i soci di Amico Giardiniere e simpatizzanti che facciano richiesta verranno istruiti su come segnalare queste gravi violazioni del nostro elementare dritto alla salute sia per divulgare quali siano le corrette pratiche che noi, come Giardinieri BioEtici, ci impegnamo a seguire. I costi sono più alti? Quanto vale la nostra salute e quella dei nostri cari? Le alternative ci sono e puoi richiederci il Dossier "Oltre il glifosato" da noi redatto per spiegare perchè lavoriamo al superamento di questa tecnologia obsoleta e dannosa (info@giardiniere.bio).
Putroppo ho visto anche cosiddetti professionisti del verde trattare con diserbanti o fitofarmaci senza adeguate protezioni e senza avvisare la popolazione. I DPI previsite PER LEGGE sono: tuta integrale, stivali e guanti di gomma, maschera con filtri (altro mascherina per la polvere come ho visto in giro), occhiali protettivi integrali o maschera integrata anti gas. Se tutti coloro che trattassero rispettassero queste regole si avvelenerebbero di meno e chi li vede si metterebbe subito in allarme. Infatti un operatore, in estate o in inverno, dovrebbe vestirsi come nella foto seguente, sia che diserbi o che dia un insetticida o un fungicida ecc.
Vi è mai capitato di vederne? Raramente credo. Chi usa prodotti deve inoltre avere uno speciale patentino. Se vìola le regola elementare che gli vengono insegnate perde all'istante il patentino che gli viene ritirato e incappa in denuncia penale se ha messo a rischio la salute di altre persone. I DPI devono essere indossati dalla fase di preparazione a quella della pulizia degli ugelli usati.
Dedicherò un ulteriore articolo sulle modalità di avviso ai passanti e al corretto stoccaggio dei prodotti. A disposizione per qualsiasi consulenza, invito tutti a tutelare la propria salute rispettando e facendo rispettare queste utili leggi.

Francisco Merli Panteghini
Giardiniere BioEtico Chioggia Marina (VE)
te. 328 7021253
info@giardiniere.bio

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